19
Oct
2020
Il progetto RCF Arena miglior progetto nella categoria Future del The Plan Award 2020
RCF Arena vince il prestigioso premio The Plan Award 2020

Il progetto della futura Arena Eventi di Reggio Emilia si è aggiudicata il primo premio come miglior progetto nella categoria Future alla sesta edizione di The Plan Award 2020.

 

Il premio

Con oltre 1000 progetti candidati, 450 studi di progettisti partecipanti e 2 Overall Winner (per le sezioni Completed e Future) The Plan Award, fondato e promosso dalla rivista The Plan, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la qualità del lavoro di progettisti, accademici, critici e studenti nei settori di architettura, design e urbanistica, stimolando al dibattito sulle tematiche più attuali nell’ambito della progettazione. La particolarità che caratterizza il contest è la possibilità di presentare progetti già realizzati e progetti in esecuzione, dando spazio alle idee. Le categorie “in gara” sono varie: Culture, Education, Health, Hospitality, House, Housing, Industrial Design, Interior, Landscape, Mixed Use, Production, Office&Business, Public Space, Renovation, Retail, Special Projects, Sport&Leisure, Transport, Universal Design, Urban Planning, Villa.

 

L’idea visionaria di sostenibilità all’origine di RCF Arena

La Giuria internazionale del contest ha motivato il premio all’Arena Eventi per la capacità di rigenerazione urbana con un’operazione altamente sostenibile, senza consumo di suolo, con interventi di landscape design e volto a implementare attività socializzanti, capaci di produrre ricadute positive sulla vita economica e culturale della città e del territorio vasto.

Ulteriore valore riconosciuto al progetto è dato dallo sforzo collaborativo che ha unito il know how di partner pubblici e privati. La grande venue di Reggio Emilia infatti è un progetto collettivo, nato dalla esemplare partnership tra la società C.Volo S.p.A. (sub-concessionario dell’area, è formata dalla cordata di 7 imprese Coopservice Soc.coop.p.A., Arena Campovolo S.r.l., Finregg S.p.a., Nial Nizzoli S.r.l., Rcf Group S.p.a., Smart Group S.c.a.r.l. e Taste S.r.l.) e la Regione Emilia-Romagna, che ha destinato 1,7 milioni di Fondi europei – Por Fesr 2014-2020 nell’ambito delle azioni di riqualificazione dei beni culturali, che unitamente al supporto del Comune di Reggio Emilia hanno permesso di dar vita a questa struttura considerata l’unica in Europa attrezzata per ospitare oltre 100.000 persone durante grandi concerti e spettacoli di artisti provenienti da tutto il mondo.

 

«Siamo molto orgogliosi di questo premio» ha dichiarato Roberto Olivi, presidente di Coopservice «Perché rappresenta una conferma ulteriore del valore del progetto, che ha fatto dell’innovazione, della sostenibilità e della partnership tra pubblico e privato i suoi pilastri fondanti. La pandemia, e l’emergenza sanitaria che ne è scaturita, ci hanno impedito di inaugurare questa straordinaria struttura nei tempi previsti, ma siamo fiduciosi di poter ospitare presto eventi di altissimo livello. Con questo progetto, Reggio Emilia potrà candidarsi a capitale della musica live e contribuire a creare e promuovere la Music Valley, e tutto il patrimonio culturale della regione Emilia Romagna, a livello internazionale».

 

Il design del progetto

Il progetto per il Parco e l’Arena Eventi intende ricomporre in un sistema organico, unitario e riconoscibile, diverse modalità di uso dello spazio aperto e offrire diverse opportunità con cui incidere positivamente sulla vita sociale, culturale ed economica della città e del territorio vasto. Esso prevede il riuso dell’area non operativa dell’Aeroporto, estesa su un’area di oltre 20 ettari, riqualificata con nuove funzioni (senza consumo di suolo), che valorizzano la vocazione dell’area ad accogliere attività di intrattenimento e di aggregazione della città e la proiettano ad ospitare eventi e grandi manifestazioni di ogni genere, nazionali e internazionali, strutturandola stabilmente a questo scopo e garantendo le migliori condizioni di fruibilità per il pubblico.

Il concept di progetto trasforma l’intera area con un’operazione di landscaping, attraverso la modellazione del suolo, la strutturazione di percorsi organici e con operazioni di paesaggistica e ingegneria ambientale, al fine di riunire in un unico segno riconoscibile – quale landmark discreto ma presente – gli spazi di accesso, l’ampio boulevard che costituisce l’area di accoglienza, il grande catino dell’Arena Eventi, nonché gli spazi di servizio e di backstage. L’intero Parco è strutturato infatti per rendere agevole, sicuro e suggestivo un ampio spazio capace di ospitare eventi di varia natura che prevedano anche afflussi di pubblico molto intensi, e per consentire al contempo una riconnessione al sistema dei parchi a cintura intorno all’area operativa dell’aeroporto, riconsegnando alla città un mosaico di paesaggi in cui il cittadino potrà ritrovare aree naturalistiche, percorsi, spazi attrezzati, ecc… un paesaggio ricco, stimolante e “abitato”, capace di confrontarsi con le migliori esperienze di parchi urbani ed extraurbani italiani ed europei.

 

La forma dell’Arena

La forma dell’Arena è stata studiata per garantire la migliore visibilità e acustica in tutta l’area interna adibita ad ospitare il pubblico. Per tale scopo essa prevede un andamento del terreno in pendenza (al 5%) per ottimizzare la visibilità del pubblico collocato nei settori più lontani dal palco, offrendo comunque una percorribilità agevole, anche sul lato esterno del rilevato perimetrale a consentire un deflusso sicuro e scorrevole degli spettatori.

La sezione dell’Arena si sviluppa quindi dalla quota -1,5 m nell’area backstage, palco e primo settore, fino a salire a quota +6,5 m. Il palco è posto nella parte più bassa dell’Arena in posizione centrale e con un angolo visuale massimo di 110° (valore ottimale per permettere al pubblico una buona visibilità in tutta l’area interna dell’Arena). Al contempo l’orientamento del sistema è stato ottimizzato per assicurare il minore impatto acustico verso le aree abitate della città.

La sua forma organica ovoidale vuole infine generare uno spazio interno inclusivo e coinvolgente, mentre il sistema perimetrale del bordo (costituito dal sistema di supporto dell’illuminazione e degli spazi per la comunicazione) rende più riconoscibile e dinamico l’insieme, generando al contempo una continuità del segno con i percorsi dell’area di servizio e accoglienza (il boulevard).